La scuola come Dio comanda (oggi anche a casa).

Una scuola che insegna davvero non dura 8 ore al giorno ma lascia il tempo per la socializzazione in famiglia ed in società, non incolla fotocopie sui quaderni ma insegna a scrivere.
La scuola insegna per davvero quando istruisce i bambini ogni giorno per un massimo di 3-4 ore al mattino e poi permette loro di tornare in famiglia,  ed in società, per il resto della giornata ad impiegare, con profitto, il tempo lasciato libero da inutili compiti per casa.
La scuola che insegna punta alla cura, rifiuta la sciatteria e il pressapochismo. La scuola che insegna impiega il metodo di sempre: la maestra spiega alla lavagna ed i bambini scrivono sui loro quaderni senza incollare nessuna fotocopia.
In prima elementare si comincia con le cornicette per avviare l'alunno ad un buon tratto grafico che lo porterà velocemente al corsivo, perfezionandolo sulla precisione e sul movimento, migliorandone la coordinazione oculo-manuale, aumentando l'orientamento,  allenando la concentrazione, la cura e la pazienza, avviando infine il fanciullo al disegno libero.
Il quaderno migliore, proprio per aiutare l'allievo ad organizzare più facilmente il proprio spazio ed il proprio lavoro sul foglio, è quello in formato A5. In questo caso, non essendo il quadernetto un raccoglitore di fotocopie, come invece lo è il quadernone A4,  ma un contenitore di pensieri, numeri e disegni scritti a mano, esso evita all'alunno inutili dispersioni visive, facilitandolo a concentrarsi solo sulle cose importanti.
Già al secondo mese dall'inizio dell'anno scolastico, il bambino ha piena conoscenza dei  quattro caratteri sia in lettura che in scrittura. Ed è proprio qui che il fanciullo assiste al primo grande miracolo: tutte quelle singole letterine scritte con cura fino a quel momento, si compongono ora con un significato e si fanno leggere unite.
In matematica s'impara a conoscere ed a scrivere i numeri entro il 20, le addizioni, le sottrazioni ed i problemi semplici, mentre in geometria si scoprono le figure geometriche.
La storia è costituita dalla conoscenza del tempo: il suo sviluppo più comprensibile per bambini di quest'età, è sicuramente lo studio accurato della storia personale e di quella della propria famiglia che raccolgono l'identità di ogni bambino.
In geografia si impara ad orientarsi nello spazio, utilizzando gli indicatori topologici, privilegiando, in questo caso, la conoscenza concreta attraverso la realizzazione di un piccolo diorama (o plastico).
L'apprendimento della seconda lingua (dialetto o Lingua locale) si impara attraverso la ripetizione e recitazione di filastrocche sul mondo agreste.

In seconda elementare
 s'impara a descrivere, raccontare con le proprie parole, un fatto, un aneddoto, anche con l'ausilio di  foto e cartoline d'altri tempi. Le vecchie illustrazioni sono preziose per l'intuizione dei concetti  perché sono disegnate rispettando la comprensione infantile.
Fondamentale risulta sicuramente la memorizzazione delle poesie. Allenare la mente al ricordo ha la duplice funzione di aumentare lo spazio di memoria da un lato, dall'altro di creare un archivio di dati ed informazioni che andranno ad arricchire il patrimonio culturale del fanciullo.
Anche la matematica, in classe seconda, prevede un grande impiego della memoria per l'apprendimento delle tabelline, argomento non semplice per tutti.
Ecco che, una scuola che vuole davvero insegnare, si preoccupa di percorrere tutte le strade, offrire tutti i mezzi affinché il concetto sia pienamente compreso da tutti.
La creazione di strumenti pratici ad personam va proprio in questo senso.


 




Altra tappa importante, sempre in ambito scientifico, è la risoluzione di un problema aritmetico.
Un testo articolato, con riferimenti alla realtà ed alla concretezza, accompagnato da un disegno esplicativo e ben curato, aiutano sicuramente l'alunno a raggiungere più velocemente una corretta comprensione della situazione problematica e quindi una facile soluzione.

La storia amplia i confini personali per estendersi al tempo, declinandosi nel quotidiano, nella settimana, nei mesi, nell'anno.




In terza elementare il lavoro diventa più impegnativo.
L'introduzione all'uso del vocabolario e le letture degli scorsi anni introducono ad un ampliamento lessicale che va affinandosi, ed allora è il caso di iniziare a concretizzarlo nella stesura, per esempio, di brevi temi.
L'avvio alle discipline di studio comporta una rielaborazione personale dei contenuti che vanno poi esposti oralmente. A ciò fa da supporto la stesura dei primi riassunti scritti che aiutano a fissare sul quaderno i concetti importanti, stimolano lo spirito critico del bambino  e lo costringono ad un ragionamento sempre logico.

In quarta elementare
, ci si avvia alla conoscenza dei diversi tipi di testo per quanto riguarda l'italiano. Questo argomento diviene estremamente interessante per i bambini in quanto conoscono le differenze e le destinazioni dei diversi testi che incontrano.
Per favorire una comprensione ottimale, è sempre necessario esaminare nello specifico ogni tipologia testuale, indicandone e precisandone le caratteristiche peculiari.
Nel frattempo si rafforza, attraverso un'esposizione orale quotidiana, la capacità di comunicare e relazionare correttamente rispettando l'ordine logico e cronologico di ciò che si espone. 










Particolare importanza riveste la seconda lingua, quella materna, quella da cui tra origine l'essere di ogni fanciullo: il dialetto o lingua locale.
Giunta al quarto anno di studio, si affina attraverso la risorsa più preziosa: la memoria storica dei nonni. E' così che ogni bambino ha la sua lingua materna, fatta di cantilene, accenti, pause e silenzi che custodisce nella sua memoria e nel suo cuore.
Riaffiorano così alla mente quei ricordi quando risente quell'intonazione del nonno materno, che somiglia tanto a quella della sua mamma. Ed allora l'affetto per questi tesori preziosi fa sentire il fanciullo ancorato alla casa, alla scuola, al paese che rappresentano la storia sua e della sua famiglia.
I giuochi che racconta il nonno sono lontani nel tempo ma vicinissimi al quel cuore che li ascolta, perché sono i suoi.



La quinta è la classe della "maturità" elementare, ciò significa che si è giunti al termine di un lungo percorso che ha fornito le basi per poter capire le cose semplici, appunto elementari, della vita, maturandole in modo personale, arricchendole delle proprie esperienze e raffinandole con le proprie conoscenze. 





Ora gli alunni sono pronti per specificare le conoscenze apprese, incrementandole ancora con nuove informazioni ed ampliando i propri interessi.
Ed allora in italiano, per esempio, si privilegiano alcuni generi letterari preferendoli ad altri, si predilige una disciplina di studio approfondendone i contenuti, si sfida se stessi sui problemi e le combinazioni matematiche più difficili, si entra in punta di piedi nel mondo sconosciuto delle "lingue morte" con l'apprendimento dei primi rudimenti di latino.


Tutto ciò si rende possibile solo ed esclusivamente nel rispetto pedissequo del metodo, ma soprattutto della preghiera quotidiana e della regola, vessilli della nostra scuola.
Strumenti indispensabili che sorreggono questi obiettivi sono i libri  dei nostri nonni, risorse insostituibili di una scuola che rimane vera,  la "scuola come Dio comanda".